Tele.

Tele. Silenzi. Immagini.

8 agosto

Tele. Nuovi segni.

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Tele. Deve esserci dentro la Verità. Come si è. Ma come siamo? Beyus. Ipotesi di lavoro. Cosa ritorna sempre, come il feltro e il grasso, cosa ritorna sempre? La paura, il colore, la morte.

Il canto dei pioppi. Più basso e maschile di quello della betulla.

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Questo è un privilegio: saper ascoltare nel vento.

Quest’estate sapevo come sarebbe stata: qualcuno, pensando di farmi una sorpresa, aveva lavato e rimesso le tende che erano su. Volevo cambiarle. Invece, nonostante un anno che esigeva qualcosa di più bello, il messaggio era chiaro: le stesse cortine. Si devono rivedere delle cose. E’ difficile. Ho creato contorni di smalto e stenderò della tempera acquosa con la spatola. Di fondo, con tutta franchezza, non me ne frega un cazzo di dove vado e cosa faccio. Stendo colori per sopravvivere a questa polvere così pesante. Alcune persone mi cercano ma ho combattuto per farmi voler bene. Ho accettato la loro invidia iniziale e adesso faccio fatica a tornare indietro. Non ho molta voglia e al contempo, mi spiace  Ma non posso fidarmi, ho accettato troppe sfumature per poi usare quella stessa accetta per mozzare il legame. No, non ho voglia, non ora. Forse, se il no muterà in un sì e magari sarà troppo tardi. Chissà. Chissà se assaggerò il rimpianto.

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Non posso fare a meno di girare tra questi cieli e questa terra, così spettinata.

 

2 risposte a "Tele."

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