La natura essenziale della mente.

La natura essenziale della mente

“Quando la mente, invece di interessarsi al continuo cambiamento di pensieri, immagini, sensazioni e percezioni, si volge alla sua stessa natura essenziale, scoprirà che il sentimento di essere o l’esperienza di essere consapevoli è il fattore comune in ogni esperienza senza però condividere le particolari qualità, le caratteristiche o le limitazioni di una qualsiasi esperienza in particolare. Tutte le qualità, le caratteristiche e le limitazioni dell’esperienza sono colorazioni temporanee e in continua evoluzione della mente, ma non costituiscono la sua natura essenziale e irriducibile.” Spira Rupert.

Osservare il continuo flusso di pensieri, di cambiamenti, sia nel corpo che nella mente, porta a comprendere come tutto sia comunque relativo, temporaneo, come tutto scorra.

Questa natura irriducibile…come cercare domare una tigre senza sapere come fare. Lasciare andare…e sembra semplice. Il decretare che la mente sia irriducibile – mi pare in questa frase in senso elogiativo – è lontano dalla possibilità di qualsiasi scioglimento di “nodi” interiori, a parer mio. Approfondirò perchè ormai troppo spesso viene confusa la meditazione con una sorta di terapia e/o viene plasmata come meglio fa comodo all’insegnante, terapeuta o chi si candida per l’uno o l’altro ruolo, spesso attraverso la continua, noiosa ripetizione quasi cattolica del Bene da perseguire, del Bene da ascoltare, del Buono che è meglio del cattivo che però dobbiamo accettare perchè se siamo consapevoli… ma la consapevolezza extra mondana sembra voler essere distribuita come un rancio.

Ascolto le domande di alcuni meditatori, la sera su zoom, mi rendo conto che alcuni sono spaventati , alcuni proprio non hanno capito, alcuni cercano l’illuminazione senza avere alcuna azione della Osram o un ticket privilegiato per Lourdes – visioni e predizioni on line. Alcuni si domandano se “meditano bene”… Mi domando gli insegnanti cosa combinano, mi domando se tutto questo buonismo ( una sorta di per – benismo new age?) misto al dna cattolico ormai radicato intorno al territorio Vaticano porterà più serenità al singolo come alla comunità o se proseguiremo indomiti tra la confessione e la giustificazione (Nisi caste tamen caute). Sarà di tutto un pò perchè questo è il migliore dei mondi possibili nella sua espressione sempre mutevole, atta a mostrare la varietà infinita della Causa -Effetto, del Cosmo, di Dio, degli Dei, dei rigatoni e delle tonalità di voce. Infinità diversità nella totale uguaglianza del ciclo. Micro o macro che sia. Conoscibile, non-conoscibile.

Così persone, gentili per forza, che elargiscono gentilezza amorevole al peggior nemico, sorridono benevole al fruttivendolo che – hanno ben visto – le ha appena gabbate infilando nel sacchetto 4 belle mele marce. Come sono buona, come sono saggio, come sono consapevole e si ritrovano sereni sulla forca con un bel cappio al collo o felici, di aver tagliato la mano al vicino, che malauguratamente ha chiesto se poteva avere in prestito il tosaerba, perchè l’hanno fatto consapevolmente…

Tutto sto Ego, tutte stè aspettative, tutto stò desiderio di qualcosa di extra mondano..magari solo perchè non ci possiamo proprio permettere la Ferrari? Già magari c’è anche questo. Chissà.

Vado a prendere il caffè e lascio questi pensieri spettinati qui ad asciugare perchè, come al solito non trovo i bigodini per radunarli in un ordine un pò meno sparso.

Buona giornata🙏🏻🙏🏻🌺🌺🌺😊😊😊🤗🤗🙋🏼‍♀️🙋🏼‍♀️🙋🏼‍♀️🙋🏼‍♀️🙋🏼‍♀️🙋🏼‍♀️🙋🏼‍♀️🙋🏼‍♀️🙋🏼‍♀️🙋🏼‍♀️🙋🏼‍♀️

6 risposte a "La natura essenziale della mente."

  1. ArcadioLume ha detto:

    umilmente dico la mia. È sbagliato usare la meditazione per eliminare la mente. È un grosso malinteso. La meditazione dovrebbe servire a renderci conto di avere altre facoltà cognitive ed altri tipi di intelligenza non razionali. La mente non è un nemico da sconfiggere (impossibile visto che è parte di noi) ma uno strumento. Ciò di cui rendersi consapevoli è il non identificarcisi, ristabilire le gerarchie, non il buttarla nel cassonetto dei rifiuti. Perlappunto la mente è lo strumento per conoscere se stessi. Sui “buoni” stendiamo un velo pietoso, bisogna attraversare tutto l’inferno (che siamo} per giungere alle porte del “paradiso”

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    1. auacollage ha detto:

      Anch’io umilmente Le rispondo e la ringrazio per l’interessamento. Sono d’accordo: la mente è uno strumento da usare nel modo corretto.Conoscerla per usarla nel modo giusto. Il non identifarsi: direi che è perfettaente in linea con ciò che penso e tento pian piano di fare.
      Volevo chiederLe se per caso quello che ho scritto si interpreta come un esortazione a buttare via la mente! Se fosse così la pregherei di indicarmi dove che correggo. Grazie mille.
      Eh: la strada dell’ecesso porta al palazzo della saggezza – come scrisse Blake – si attraversano degli inferni, girone, dopo girone, in fondo quasi “come la vede Bill” – i 12 passi” degli AA.

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      1. ArcadioLume ha detto:

        nella mia volevo essere complementare e di supporto al di Suo pensiero, che m’era appunto sembrato intravvedere tra le righe. Assolutamente nulla da eccepire sullo scritto, e ci sarebbe mancato altro 🙂

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