Aspetto.

Aspetto. Di bell’aspetto, aspetto la morte. Senza tristezza. Una semplice consapevolezza del vivere. Così è. Così pensavo stamattina. Non è depressione ma consapevolezza di un punto di vista che si può avere. Molto semplicemente ci creiamo tutti i palliativi possibili e ci educano ad un senso del fare. Qualcosa e bene, per vivere, in questo continente in questa società, della quale facciamo parte. Per vivere in questo mondo. Abbiamo creato questa nostra evoluzione industriale diffondendola il più possibile distruggendo alte modalità di vita molto più quotidiane, molto più semplici.

Alla fine siamo come tutti quegli esseri che possono spostarsi. Ognuno con la sua stagione più o meno lunga. Il pensiero ci permette – detto proprio “terra terra” – due cose: aiutare il prossimo/distruggere il prossimo. A noi la scelta. La finta raffinatezza intellettuale del nostro sistema ci ha fatto creare buonsensi farlocchi, giustificazioni.

Tiriamo avanti occupati, felici, preoccupati, motivati, innamorati, allegri o arrabbiati. E tutti gli aggettivi possibili. Ma sono aggettivi e il discorso potrebbe essere molto più articolato.

Aspetto la morte: non è che un pensiero vietato dalle impostazioni che abbiamo. Non è un pensiero allegro, ben educato, in linea con le positive, profonde, amene linee guida che ci vengono proposte, ma non tutti sono e erano allegri. Schopenhauer non era proprio un allegrone anche il Foscolo, per esempio o Nietzsche.

Semplicemente, tirando le somme: si aspetta la morte. Nasciamo e moriamo e sono le uniche certezze che abbiamo. Dimenticavo: il movimento e la gravità. Insomma siamo organismi di questo pianeta. Siamo dei Terrestri.

Stamattina ho scritto, con tutta la serenità di fronte al dato di fatto:

Sto aspettando la Morte

Non faccio altro.

Come tutti.

Siamo maestri dei palliativi.

Grandi narratori.

Creiamo archivi per il nulla.

Arriviamo e ri – partiamo senza storia,

senza bagaglio.

Qualcuno sembra lasciare un segno.

La Terra gira

Una vita passa, un’altra arriva.

Amo Eraclito:

«È la medesima realtà il vivo e il morto, il desto e il dormiente, il giovane e il vecchio: questi infatti mutando son quelli, e quelli di nuovo mutando son questi.»

8 risposte a "Aspetto."

  1. wwayne ha detto:

    Tu hai lasciato un segno molto profondo su questa piattaforma, perché il tuo è uno dei blog più belli di WordPress.
    P.S.: Colgo l’occasione per segnalarti che ho appena pubblicato un nuovo post… spero che ti piaccia! 🙂

    Piace a 2 people

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