Due palle.

Due palle. E meno male che siamo a Natale e possono girare molte più palle. Alcune anche illuminarsi, non so se d’immenso ma, gira che ti rigirano le palle, alla fine che lo si voglia o no: portano all’illuminazione. Andare fuori dalle palle? Ma no mandarli fuori dalle palle, non seguire, evitare, cancellare, non ascoltare.

Due palle anche quel pasticciato discorso di Conte ieri sera. Positioning: dire una cosa sola. Invece, impaurito da tutti coloro che ha intorno, racconta anche dei ristori , del bilancio, dei regali, di troppe cose ammucchiate. Un discorso pasticciato, scomposto.

Dire sempre e solo una cosa sola = far recepire il messaggio. Altrimenti= 2 palle!!!

Due palle tutte stè menate, queste tristezze celate da frasi appoggiate a scopate malfatte, speranzosi, quaggiù – fin troppi – di fame di fama, di parole di elogio, di approvazioni, di amorazzi, di perdere chili dopo Natale, di borsette firmate, grandi scopate, mance spropositate, amicizie solerti e non inerti, e tante altre minchiate che ben sappiamo saranno pian piano decimate. E ci infilo pure una sorta di penosa rima che mi squarta la stima, quella poca che tenevo appesa alla cima. Due palle..due maroni ( no, no , ne basta uno…).

Trepalle d’inverno.

Due palle. No. Meglio andare a Trepalle ( vedi foto, luogo delizioso) e farsi una passeggiata. E buona giornata.

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