2°soglia.

2°soglia. Questa notte ho rifatto lo stesso sogno di anni fa. Un percorso. Però questa notte, arrivata al lungo corridoio di legno con le varie porte, ho visto sulla destra in un angolo un paio di sneakers usate ( mi sembravano le mie vecchie Stan Smith, adesso sono tornate in auge) che mi aspettavano per iniziare questo tratto. Questa volta ero molto stanca e ho detto di no. Riprenderemo la seconda parte di questa nuova iniziazione la prossima volta. E mi sono svegliata, volutamente. Ero contenta di aver accettato, finalmente, il mio limite.

Lo so che era la seconda soglia. Lo so che entrerò ancora dallo stesso posto e andrò di filato a riprendere quel pezzo. Perchè sono ad una nuova svolta.

Ieri sera constatavo questa specie di solitudine, in questo silenzio nascosto, questo vuoto, così infinito, che si trova sempre uno spazio per rintanarsi. Alla fine giochiamo a nascondino con noi stessi per tutta la vita. Invidio forse un pò i campioni delle rassegnazioni quotidiane. Un panorama di “eh bè”, “va così”, “bisogna avere pazienza”….piuttosto che coraggio. Una vita tra le quinte, composti, per bene, come si deve.

Trasmutiamo giorno dopo giorno e alcune cose non si possono tralasciare. Assolutamente no. Mollare la presa è un’altra cosa. Non si possono confondere le due cose, eppure lo sento in molti. Confondere aiuta a giustificare. Non va bene. Almeno io, non posso permettermelo. Mi verrebbe un gran mal di pancia.

Passiamo metà della vita a capire che siamo più di un fiore. Passiamo l’altra metà della vita a capire che siamo come un fiore.

2°Soglia

Prima cerchiamo le differenze poi cerchiamo le similitudini.

Siamo tanti cicli in un ciclo, in un ciclo, in un ciclo….in un ciclo…….

Una poesia del 2005 a Camogli, direi quasi beata gioventù🤣🤣🤣🤣

Vita

Un progetto particolare quello dell’anima.

Una specie di lavaggio. Arriva e rimane

la forte spinta un incomprensibile inizio.

Ognuno con le sue macchie.

Il programma è pre-impostato.     Finiamo dietro l’oblò.

Gli occhi sbarrati iniziano i primi giri.

Arriva la centrifuga. Avrò fatto quello che dovevo?

Avrò sbagliato qualcosa? Avrò agito bene?

Si spira. Stirati dalla vita.

Inamidati dall’ignoranza. Ammorbiditi dalla speranza.

                                               2005