In mano ai senza cultura. Giallo di Napoli.

In mano ai senza cultura. Non sapevo che titolo dare. In fondo non è completamente vero : cultura dell’ avidità e dell’inerzia mantengono la loro posizione in classifica. Forse sin dal termine vengono scambiate coltura/cultura.

Con il termine cultura definiamo quanto segue:

1 Quanto concorre alla formazione dell’individuo sul piano intellettuale e morale e all’acquisizione della consapevolezza del ruolo che gli compete nella società; più com., il patrimonio delle cognizioni e delle esperienze acquisite tramite lo studio, ai fini di una specifica preparazione in uno o più campi del sapere: farsi una c.

2 In senso antropologico, il complesso delle manifestazioni della vita materiale, sociale e spirituale di un popolo o di un gruppo etnico, in relazione alle varie fasi di un processo evolutivo o ai diversi periodi storici o alle condizioni ambientali.

Prenderei in considerazione questo secondo punto per illustrare questa soluzione “semafori”, probabilmente l’unica – risolutoria – per coloro i quali dovrebbero cercare di organizzare e/o proporre direttive “diverse” – i burocrati per intenderci – che non hanno assolutamente nè idee, nè voglie di aiutare il loro prossimo: gli altri cittadini. Coloro che compongono il popolo italiano, per i quali dovrebbero organizzare i servizi, le infrastrutture, etc. Cittadini che pagano le tasse per usufruire del loro lavoro.

La soluzione semafori é semplicemente disastrosa. Soffocante, depressiva, non prende in considerazione l’essere umano come essere pensante.

Al di là dei periodi di estremo pericolo, dove risulta necessario bloccare tutto, in altri momenti non è mai stata presa in considerazione l’idea di contingentare tutto in modo intelligente. dalle scuole, ai teatri ( la solita scusa che costa troppo aprire per solo 1/3 degli spettatori…), ai cinema a tutto quanto “fa pubblico”. Come se fossimo dei deficienti.

L’unica modalità Sblocco/Blocco non ha mai permesso di poter creare nuove abitudini e nuove modalità di movimento. Nuove soluzioni personali – collettive – che avrebbero potuto magari essere condivise e modificate volta per volta.

Il Blocco/Sblocco non ha mai favorito nè stimolato il lato umano delle persone anzi, ha frustrato sempre di più la maggior parte della gente, anche attraverso delle modalità di comunicazione pessime e ignoranti.

Organizzare, permettere di organizzare, proporre agli enti, alle strutture pubbliche di organizzarsi, anche in modo autonomo per favorire comunque un flusso, anche se minimo, avrebbe sostenuto, anche emotivamente, tutti noi. Avrebbe dimostrato un senso di rispetto, stima e attenzione dello Stato verso i cittadini, avrebbe educato a un maggior equilibrio, ad una maggior accettazione delle situazione, all’esistenza della possibilità di trovare altre modalità e proporre un cammino verso una o più soluzioni che permettessero un adattamento graduale a un cambiamento inevitabile. Andare verso il cambiamento che è, comunque, in atto. Accoglierlo con nuove idee e speranze, senza creare solo continui disagi. Ormai è 1 ANNO….e non aggiungo altro.

Siamo trattati come una mandria da questi cow-boys della burocrazia che ci spostano, secondo i dati, fuori e dentro la stalla senza alcuna discriminazione. Senza sfumature o eventuali ipotesi parziali: così succedono gli assembramenti furiosi che obbligano a rimetterci in stalla e a rimproverarci.

E’ passato un anno e non sono stati fatti passi avanti verso un’ipotesi di cambiamento. No. Questi burocrati, per primi, hanno una paura tremenda e non capiscono che il cambiamento è inevitabile. Non si ritorna mai indietro e, prima o poi, la mandria si ribellerà a questa immobilità mentale che la sposta fuori e dentro senza alternative.

Come al solito l’italiano deve trovare soluzioni autonome e aspettare solo che lo stato lo tartassi con le tasse. Tutto qui.

Sicuramente i burocrati sapranno usare la loro creatività per imporci nuove tasse, magari un bollo sulla mascherina? Un bel patentino per i vaccinati che permetterebbe una tassa annuale di rinnovo… ecco queste cose le sanno fare. Altro no. Con fatica spostano la mandria e la frustano se non obbedisce…che tristezza, che vergogna.

Siamo, ora più che mai, al centro di un processo evolutivo profondo, collettivo che richiede rispetto del prossimo, attenzione e ascolto. Cosa che nessuno fa perchè nessuno ha il coraggio e nulla ha valore se manca il coraggio . Mi sembra l’abbia detto anche Draghi.

Adesso le sfumature dell’arancione scuro e magari in futuro – polemiche permettendo – un bel color mandarino, e poi – polemiche permettendo – verso un bel giallo di Napoli.

Già, perchè l’unica cosa per mantenersi ben ancorati all’immobilità è proprio la polemica.

3 risposte a "In mano ai senza cultura. Giallo di Napoli."

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