Le nostre sedie per Ursula

Solidali, la Permenante di Milano ha pubblicato questo video con una mostra di noi soci artisti.

Più sotto la lettera di n oi Sci e del Direttivo che abbiamo indirizzato, solidali ad Ursula Von der leyen

 M U S E O 

SOCIETA’ PER LE BELLE ARTI ED ESPOSIZIONE PERMANENTE 

eretta in Ente morale con R.D. 22/9/1884 n. 1447 

20121 Milano – via F. Turati 34 – Tel. 02 6599803-6551445 – Fax 02 6590840 

Gent.ma 

Presidente della Commissione Europea 

Ursula von der Leyen 

Milano, 12 aprile 2021 

Gentilissima Presidente, 

abbiamo seguito, come tanti europei stupiti ed offesi, lo sgarbo istituzionale di cui è stata involontaria protagonista. 

Si sommano in quel gesto scortesia, misoginia, ed un uso strumentale di un atto che intende riproporre un’idea del ruolo e del valore di una donna, lontanissima ed inaccettabile nella cultura europea e contemporanea. 

Un gesto offensivo, aggravato dall’insensibilità del suo partner istituzionale in questa sua delicata missione diplomatica ed istituzionale. 

Questa incuranza ed offesa, ci ha profondamente colpiti, perchè rivolto ad una donna di valore, che sta spendendo il proprio impegno politico ed istituzionale, in un’azione innovativa di crescita del nostro continente, con una apprezzabilissima sensibilità ai temi della riconversione ambientale ed offensivo verso le sensibilità di rispetto ed uguaglianza tra i generi che caratterizzano la nostra cultura europea. 

Le scriviamo in rappresentanza di oltre trecento artisti che costituiscono la base sociale della Società delle Belle Arti ed Esposizione Permanente, un’istituzione artistica e culturale di Milano, che continua, dopo 136 anni, un lavoro di promozione dell’arte e degli artisti. 

Abbiamo la particolarità di essere un Ente prevalentemente di soci artisti, che da oltre un secolo continuano a promuovere mostre ed iniziative nazionali ed internazionali, in un bellissimo palazzo nel cuore di Milano. 

Alcuni anni fa abbiamo promosso una mostra dal titolo “Dialogo d’artista”, che vide la partecipazione di oltre cento colleghe e colleghi. Il senso di quel lavoro collettivo richiamava tutti i nostri artisti a riflettere, anche alla luce di importanti opere del passato, al valore simbolico di un oggetto comune come la sedia. 

La sedia, rappresenta tantissime cose: strumento di lavoro, di socialità, di convivialità e di uguaglianza ed anche interpretazione esasperata di potere; esattamente quello che con un maldestro, ma purtroppo voluto, comportamento l’ha messa di fronte ad un atto che l’ha relegata in un angolo ed in una posizione simbolicamente subalterna. 

La nostra cultura non è questa, la nostra sensibilità di cittadini e di artisti si rifiuta di accettare comportamenti come questi, irrispettosi verso la sua persona e l’istituzione che rappresenta. 

Non disponiamo di strumenti di pressione, se non la nostra creatività, che continuerà ad occuparsi di temi sensibili che riguardano tutte le donne, e non solo donne autorevoli e capaci come lei. 

Le inviamo il catalogo della mostra, come testimonianza del nostro esserle vicine e vicini, nella speranza di invogliarle un sorriso, e la certezza che le basi di convivenza e sensibilità dei diritti delle persone hanno radici robustissime nel nostro continente, e che lei saprà con fermezza e pazienza contribuire a dimostrare che provocazioni come queste avranno come risposta risolutezza e capacità di tutelare i diritti di tutti, in particolare il rispetto e garanzie di effettiva parità per le donne, anche in luoghi i cui governanti hanno la testa rivolta al passato. 

Il Direttivo ed i soci artisti della Permanente. 

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