Spazio Tempo Flash

Spazio tempo flash

Per creare uno spazio che aneliamo.

Perfetti sciatori lasciamo la scia

della pelle.

Si sfalda invisibile.

Disattenti scompariamo.

Forse il suicidio è proprio solo una necessità dell’Ego.

Urla visibilità eterna.

Almeno per un attimo.

15 agosto 2019

Pensando ad uno sconosciuto, vicino di casa che si è buttato giù dal 7° piano, forse un mese fa.

Gli altri inquilini magari si lamenteranno perchè ha sfondato la tettoia di qualcosa in cortile.

Verrà ricordato durante l’assemblea condominiale.

8 risposte a "Spazio Tempo Flash"

  1. Arcadio🌀Lume ha detto:

    perdonami, ma voler giudicare le intenzioni di un altro essere umano laddove non esplicitate, non mi sembra corretto ne in buona fede. Sembra piuttosto un prenderlo a pretesto per consolidare il proprio, di Ego. Scusa la schiettezza

    Essere o non essere: questo è il problema: se sia più nobile all’animo sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi dell’iniqua fortuna, o prender l’armi contro un mare di problemi e combattendo disperderli.
    Morire dormire; nulla più: – e con un sonno dirsi che poniamo fine al dolore e alle infinite miserie, naturale retaggio della carne, è soluzione da desiderare ardentemente.
    Morire – dormire – sognare, forse: ma qui è l’ostacolo che ci trattiene: perchè in quel sonno della morte quali sogni possan venire, quando noi ci siamo sbarazzati di questo groviglio mortale: è la remora, questa, che di tanto prolunga la vita ai nostri tormenti.
    Chi vorrebbe, se no, sopportar le frustate e gl’insulti del tempo, le angherie del tiranno, il disprezzo dell’uomo borioso, gli spasimi dell’amore disprezzato, gli indugi della legge, l’insolenza di chi è investito di una carica, e gli scherni che il merito paziente riceve dai mediocri, quando di mano propria potrebbe saldare il suo conto con due dita di pugnale?
    Chi vorrebbe caricarsi di grossi fardelli imprecando e sudando sotto il peso di tutta una gravosa vita, se non fosse il timore di qualche cosa, dopo la morte – la terra inesplorata donde mai non tornò alcun viaggiatore – confonde la volontà, e ci fa piuttosto sopportare i mali che abbiamo, che non volare verso altri che non conosciamo?
    Così la coscienza ci fa tutti vigliacchi; così la tinta naturale della determinazione si scolora al cospetto del pallido pensiero. E così imprese di grande importanza e rilievo per questo riguardo deviano il loro corso: e dell’azione perdono anche il nome.

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    1. auacollage ha detto:

      Mon Dieu!
      Ma non ho proprio pensato di voler giudicare nessuno! Ma scherzi? Ma come mai è stato interpretato così? Ma sai che non ho capito proprio,direi che non ci arrivo. perchè dovrei consolidare il mio Ego? In che cosa mi rispecchierei? Se mi spieghi mi fai una cortesia. Se ti da fastidio, perchè ti risuonano delle cose che non so – e non voglio sapere – cancello anche parte del pensiero finale, non della mia vecchia poesia. Quel pover uomo,ci penso spesso, chissà che disperazione, che dolore profondo per fare un gesto simile e magari l’h visto passare tante volte e non si sa il dolore di un altro. Questo pensavo a questa indifferenza metropolitana – e forse non solo – del nostro prossimo. Magari in strada cogliamo uno sguardo addolorato e proseguiamo perchè non conosciamo ma in fondo al cuore – a me per lo meno – tante volte è sorto un desiderio di fermarmi e chiedere semplicemente “come va?” con un sorriso. Ma non si può fare, ma anche quel pensiero che una persona così è ben strana , magari darebbe uno strano sollievo alla persona con lo sguardo addolorato. Ecco pensavo alla nostra indifferenza e al cinismo che si ha ed è subito sera.
      Di quello che hai scritto purtroppo il mio Ego tronfio non ha capito nulla davvero.
      però spero di aver spiegato, in modo comprensibile, la spinta che mi fece aggiungere quelle due righe.
      La cosa che mi lascia un pò, come dire, forse stupita, sai cosa è: la frase “scusa la schiettezza”.
      La poesia del 2019 magari giudicava intenzioni personali non esplicitate e a me pare molto sincera. Ciascuno di noi arriva alle sue personali risoluzioni.
      Ripeto: ti rispondo per quello che ho capito e cosa mi viene da pensare continuando a rileggere perchè, mi spiace, ma non ho capito nulla dall’amleto alla coscienza che fa tutti vigliacchi. capito nulla. scusa la schiettezza.

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      1. Arcadio🌀Lume ha detto:

        guarda, ci mancherebbe che alla fine diventassi io il giudice 😉 se mi sono permesso è proprio in funzione del fatto che so tu sei impegnata in un certo tipo di percorso. È stata, la mia, una semplice osservazione. È che mi è sembrato di percepire una valutazione del suicidio come puro atto dimostrativo. Per carità, a volte (se non spesso) lo è. Ma di motivi ce ne possono essere tanti altri, che non sapremo mai perché appartengono all’intimità di quello specifico individuo.
        grazie anzi, per non esserti arrabbiata e per avermi offerto uno spunto di riflessione 🙏

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      2. auacollage ha detto:

        Adesso ho capito!
        Ma no altro che atto dimostrativo! Se il tentato suicidio è una richiesta di aiuto disperata, penso io, il suicidio è … non lo so…francamente non lo so…una devastazione così totale. E qui penso, da Schopenauer alla meditazione a tutti gli orpelli possibili, che alla fine è il nostro Ego che prende il sopravvento e la spirale del dolore profondissimo si contorce su di noi. Sai, mi immagino tipo fumetto, questo ego enorme che ci schiaccia e noi non capiamo nulla.
        Però, appppproposito del mio Ego: solo il fatto che mi hai scritto che sai che sono” impegnata” (urca! parola grossa!)in un percorso (di sopravvivvenza è certo 🤣🤣) vuol dire che in qualche modo hai osservato e seguito un pò qui sopra. Bè Arcadio Lume carissimo: Lusingata per me è dir poco. La persona che stimo in modo quasi incondizionato per quel che scrive etc scrive così di me? Bè oggi vado a vedere una mostra , dovrò stare attenta all’Ego per strada che non travolga i passanti tanti è tronfio. 🤣🤗🤗

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      3. Arcadio🌀Lume ha detto:

        seguo pochi blog… solo quelli che leggo 😉
        e non ho scritto così DI te, ma A te. Ho commentato come spunto di riflessione generale per l’arricchimento di tutti, in primis me stesso. Così come sarebbe bello fosse sempre… Limitarsi a spalleggiarsi sempre non è stimolante, non trovi?

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