90

90. La paura fa novanta. questo è il 90° Quadretto Imperfetto.

Matita su cartoncino, pensiero dopo pensiero. Aggiungo colori, piatti , pieni, silenziosi. Ho appreso delle cose. Ne sto imparando altre. Non credo serviranno, in questa vita, più o meno breve, a trovare un senso più profondo. Mi disperdo in qualcosa di stemperato. Un misto tra le matite senza punta e l’acquarello diluito. Potrei dire che mi sento stemperata? No. Tutt’altro. Mi pare di essere in una di quelle fasi dove pensi di fare quasi tutto sbagliato mentre le cose vanno per il verso giusto. Bagno le piante, penso di averle bagnate troppo e il giorno dopo le vedi finalmente rigogliose. Prima le bagnavo poco, alcune, altre le affogavo come si affoga il croissant( o cornetto o brioche che sia) nel cappuccino.

Già, il problema di affogare, ancora una volta, la punta del suo croissant nel cappuccino, Pierfrancesco lo meditava ogni mattina. Era una delle poche talpe che usciva allo scoperto per andare in piazza a gustarsi la colazione. Meno male che il barista lo conosceva e gli apriva la porta perchè, sempre, ci sbatteva contro.

Il barista era anche gentile perchè per intingere come si deve il chifel (diciamolo, lui preferiva il chifel, in verità) inondava il bancone e spesso non ci azzeccava con la mira: era cecato come solo le talpe possono esserlo. In compenso il suo fiuto riguardo alle vibrazioni delle persone che entravano lo faceva apprezzare da molti come guaritore. Per questo faceva sempre colazione gratis, per aver diagnosticato un inizio di peritonite al signor Anselmo, quella mattina di 4 anni addietro, che andò in ospedale e fu operato in tempo. Grazie a Pierfrancesco.

E così comincia l’avventura di 90, titolo misterioso per una storia surreale che andrà avanti quando lo vorrà. Un pò qui e un pò là. Bè, sicuramente la mattina quando vado a vedere al bar quella buffa talpa che, con gli unghioni, intinge il suo croissant. Mi aveva diagnosticato, sempre generoso e gentile, una brutta infiammazione allo sciatico. Così andai di arnica a tutto spiano e non andai più in palestra per un pò. Passò tutto.

Un aiuto tira l’altro e se il miracolato Anselmo gli offre tutte le mattine il cappuccio e cornetto; io, con altri, abbiamo organizzato una petizione per un mini semaforo sonoro in piazza. Così da non far rischiare un brutto incidente alla nostra talpa guaritrice.

Il paese è piccolo ma siamo tutti solidali, specialmente nell’accettarci come siamo fatti. Ciascuno con le sue manie. il barista che cova uova con un metodo segreto e naturale, io che scrivo pensieri senza senso e poi li leggo al bar per il caffè, Strutto e Pasciuto i gemelli, così soprannominati che allevano i più bei maiali della zona e sono appassionati collezionisti di portasigari in ceramica di Faenza. Peraltro rarissimi, li espongono sempre alla sagra del 30 novembre al bar. Sono solo 6 pezzi ma noi siamo tutti molto orgogliosi: sicuramente è l’unica collezione al mondo. Carlomario, detto lo Sgranato, coltivatore diretto di riso nero e inventore di nomi. Il padre voleva chiamarlo Carlomagno ma l’impiegata del comune sbagliò e così in molti pensiamo che la mania di inventarsi i nomi gli sia venuta quasi in modo genetico, diciamo così ( anche perchè non saprei dire altro).

Pierfrancesco è la nostra salvezza: il nostro medico condotto è arabo e parla poco l’italiano così noi adesso, finalmente, andiamo da lui già diagnosticati. Quello che dobbiamo dire ce lo scrive la parrucchiera – la Pina ( sì, come quella che canta, mi pare) se non ci sono io che sono, magari, ai Piani d’Erna inn vacanza. Su a 1375 mt. sopra il livello del mare.

L’immaginetta in evidenza è il Quadretto n°90.

Qui sotto Pierfrancesco, due ritratti sulla porta di casa sua.

Il racconto proseguirà, forse.

22 risposte a "90"

  1. Martina ha detto:

    Mi pare di essere in una di quelle fasi dove pensi di fare quasi tutto sbagliato mentre le cose vanno per il verso giusto. Bagno le piante, penso di averle bagnate troppo e il giorno dopo le vedi finalmente rigogliose.

    A testimonianza di quanto alcuni di noi sanno essere severi con se stessi, quando basterebbe tirare un sospiro e lasciare che sia. A volte.

    Piace a 1 persona

  2. Lu•{TheCausticMisanthrope} ha detto:

    Trasudano umanità, queste parole. Storie che si intrecciano, vite che si amplificano. Un po’ d’altri tempi, un po’ di romantica fantasia forse… al mio paesello, poiché io ci vivo in un paesello, c’è tanta ipocrisia come in tutti i piccoli posti. Un sorriso, un buongiorno quotidiano, nascondono, il più delle volte, una malignità. Ma siamo fatti così…

    Piace a 1 persona

    1. auacollage ha detto:

      Conosco i paeselli ..di 400 anime… non c’è nulla da fare e la lingua è ormai biforcuta🤣🤣🤣! il sacro bar dove il gruppo delle penelopi tesse ricordi con trame di rancori e orditi di fiori per disfarli al tocco, quando si alzano per andare a preparare da mangiare. Passavo le estati, fino a due estati fa..arrivavo al bar. Se Camilla l’aveva terminata iniziavo la provincia pavese e alla fine declamavo l’oroscopo per ciascuna delle mie girls. Gesuina aveva spesso discussioni con la figlia per i fiori da cambiare in cappella. nelle mie aiuole ci sono ancora fiori che hanno transitato davanti al Luigi che riposa silenzioso dal 1997. Chissà se i nuovi proprietari li hanno lasciati. il Luigi li faceva rifiorire ogni anno. Erano ciclamini piccoli e tengono il freddo ma con la Gesu ci piaceva dire così.

      Piace a 1 persona

  3. nellamentenelcuore.wordpress.com, di Rosalba. ha detto:

    È un racconto un po sognante, ma mi sembra di vederle quelle persone e tu che dipingi.
    È bella e umana la solidarieta tra le persone; c’è ancora, per chi la sa ‘vedere’ e soprattutto, ‘sentire’. Ache qui, nella grande metropoli, c’è…
    A volte poi mi è successo (in verità qualche volta mi succede ancora) di uscire da casa triste, ma mi è bastato parlare con le persone della vita quotidiana… il panettiere, il giornalaio o una persona che al bar, mi ha sorriso, semplicemente per salutarmi, e la tristezza si è affievolita, oppure passata.
    Ciao 🙋‍♀️🌹

    Piace a 3 people

    1. auacollage ha detto:

      Ciao! Grazie che hai letto! Io vivo a a Milano e, rispetto ad un paesino, sembra una grande città ma in realtà come nelle vere metropoli, si vive nel quartiere al massimo due: quello dove si vive è quello dove si lavora ( se non lavori vicino). Poi c’è qualche trasferta ma solo roba estemporanea. Casa è il quartiere, il barista, la commessa, etc. Anzi casa è proprio un perimetro circoscritto☺️per me, ovvio. Si i sorrisi sono delle medicine fantastiche. Un abbraccio.

      "Mi piace"

      1. auacollage ha detto:

        Roma…si, grande città e poi cosi bella 🤩 ! Amo le città sul fiume. Qui c’era qualcosa ma così piccolo che hanno chiuso tutto. Qualcuno ipotizzava di rispiare ma spero di no, sarebbe l’ennesima boiata. Non tengono puliti i Navigli che sono due fossati…figurarsi ampliarli! Pieni di bici e monopattini a noleggio entro breve ?😤😤Ciao!,🥰🥰

        Piace a 1 persona

I commenti sono chiusi.