Normale cinismo quotidiano.

Normale cinismo quotidiano, ormai insito in questo mondo dell’informazione. Bombardati a dovere, ci adattiamo a spazi personali ritagliati nel cosiddetto “tempo libero” dove, facciamo quelli sani. Non facciamo finta di essere sani perchè non sappiamo minimamente così sia un vero benessere profondo.

Adesso il gregge è stato felicemente spostato per le ferie. tutti al mare, tutti al mare e poi il rientro sotto minaccia: nion bandierine gialle ma zone gialle eventuali.

Questa bella vignetta, New Yorker come al solito, è esplicativa.

traduzione libera: “Ti dispiacerebbe se cambiassi canale per controllare gli altri disastri?”

Pierfrancesco non arriva al bar.

Così Giovanni uscì dal bar. Aveva aspettato Pierfrancesco per tutta la mattinata ma non arrivò. Giovanni arrivava in bici, sempre con gli occhi un pò in fuori, non si capiva perchè: o incrociava una donna o aveva il morbo di Basedow, come Marty Feldman, Igor per intenderci, di Frankenstein Junior. Pedalava con le gambe larghe e il suo “ciao” era sempre allargato come le sue gambe. D’estate con gli zoccoli per andare a lavorare i campi entrava al bar e chiedeva il caffè come un dandy navigato dopo una nottata al casinò di Montecarlo. Angela, la più giovane delle girls mattutine, sempre scostante nel suo mondo costellato da una possibile fama come modella, usciva subito a fumare dopo un’occhiata in tralice. Era chiaro che modella e dandy avevano avuto avuto una tresca, magari alle medie.

Comunque Giovanni aspettava di confidare i suoi segreti alla talpa che, quella mattina non arrivò. Cosetta, la moglie del barista, decise di tenere via il croissant. Nel mentre entrò l’Avvocato. Avido, saccente, noioso del paese. Che sapeva tutto di tutti e si era intascato vari lasciti e ripulito varie case dopo le eredità. Tutti tacevano e ascoltavano perchè era l’unico laureato. E quindi sapeva tutto. E quindi, anche controvoglia, se qualcuno aveva un problema doveva rivolgersi a lui e doveva sorbirsi le sue filippiche e le sue perle di saggezza. L’avvocato trovava questa storia della talpa ridicola ma, correva voce, si fosse rivolto a PieFrancesco per un’orticaria presa come non si sa e che la moglie non doveva vedere.

Correva voce: bastava dire a Lucia, la giornalaia di non dirlo a nessuno e la cosa era di dominio pubblico entro la mattinata. Se qualcuno aveva qualcosa da dire andava da Lucia in edicola. Un negozio con i giornali e tutto il resto: dalle maglie di lana, allo smalto, alle guarnizioni per la moka, i pigiami per grandi e piccini, strofinacci da cucina, amuchina e ultimi ma essenziali: i ceri per il cimitero e anche quelli automatici con la levetta sotto.

“Sai che da me non esce una parola”, la sua frase che confermava la divulgazione della lamentela. La raccoglitrice delle malevolenze pacate. Quelle quotidiane, la frasetta, l’incontro al paese vicino, il giovedì di mercato, con un “conscritto”(stesso anno di nascita) che diceva, diceva, diceva, parlava che non aveva soldi ma aveva la macchina nuova e chissà come l’aveva pagata e mi deve ancora quei soldi che gli avevo prestato nel 75 e io non glieli avrei chiesti se lui ai morti del 79 avesse messo, come ogni anno, i fiori alla mia mamma. Invece no. E così glieli chiesi, ma sono io che ho ragione mica lui. E per non darmeli piange miseria e ieri l’ho visto con la 500 nuova fiammante blu. “Eh, dai” -risponde Lucia -“ma aveva una Lancia Beta, quasi preistorica, ma poveretto”

E così , se passavo da Lucia, mi sentivo la storia che iniziava dagli anni 60 e non era mai terminata, anche se finiva tutti i giorni al bar, nel saluto silenzioso d’obbligo. Dove tutti per un attimo si silenziavano e poi ricominciavano. La storia manteneva il suo spazio sacro tra le tazze di caffè.

Mantenere del rancore, ricordare il fatto, è tradizione, anche se il rancore non c’era proprio e il dono più bello per tutti è trovare qualcuno di nuovo al bar per raccontare una storia. Tutti che dicono la loro e al tocco se ne vanno un pò più contenti.

PierFrancesco non arrivava. Cosetta chiamò in comune il Valter: non era il caso di andare a vedere in tana?

Immagine in evidenza: alcuni fiori a matita del bordo della strada. Liberamente interpretati (dietro consiglio della Talpa).

9 risposte a "Normale cinismo quotidiano."

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