Conforme al Volere di Dio.

Conforme al Volere di Dio. Così santifico, giorno dopo giorno, il tempo che passa. Così scopro come Valter, la guardia al municipio si dannava, mentre metteva in forno il fritto misto surgelato (non in padella per questioni di dieta) riguardo a Pierfrancesco e a dove si trovava. Un dramma per la povera guardia del paese sempre attenta a non sbagliare mai e quindi, per non rischiare, sempre attenta a non far nulla.

Già. La primavera è stagione di accoppiamenti. Mica come noi che per gli accoppiamenti, opportunità o problema che siano, la stagionalità non esiste (al massimo la distribuzione a macchia di leopardo per generi e, un tempo, logistica – caso Romagna anni 60/70, con picco di affluenza straniera ): qualsiasi talpa ha una stagione degli amori.

Pierfrancesco era andato a femmine. Valter, mentre apriva il pacco del fritto misto surgelato – composto da questa specie di vermoni e rondelle giallognole… riconosciuti dagli habitué come totani e scampi – si sentiva un vermone, giallognolo. Surgelato nel suo sbaglio e indigesto a se stesso.

Avvisato dalla moglie del barista, solerte s’incamminò verso la boscaglia – per una volta facciamo qualcosa – si disse e arrivò dopo la curva del ponte. Sapeva dove abitava la Talpa. Lasciò il bancone del municipio e le telecamere installate in paese. Dietro di lui gli schermi: sempre accesi. Poteva andare. Era appena passata la moglie in bici e l’Anselmo era entrato dalla Lucia a prendere il giornale. Poteva andare, le notizie sarebbero arrivate al bar, al tempo del caffè dopo pranzo, prima della scopa.

Dopo la curva vide la montagnola in lontananza (più sotto la fotografia dell’abitazione). Fischiò ma nessuno rispose. Tante montagnole, una dietro l’altra: aveva trovato le tracce. Le seguì. Montagnola dopo montagnola arrivò quasi al fiume. Era ancora distante ma vide schierate una trentina di nutrie.

Comprese al volo: Pierfrancesco era andato a talpe. Infoiato di brutto doveva accoppiarsi e non c’era bar o altro che potesse fermare gli unghioni dall’avvinghiare qualche avvenente talpa, magari della razza con il muso a stella marina (vedi immagine), notoriamente esperte copulatrici (il muso dice tutto) , ahimè rare nella zona.

Era dalle nutrie. La lotta dei risaioli, lo Sgranato in testa, era nota. Via dalle rogge, via dai canali. Valter avrebbe potuto, almeno, fare una fotografia ma era basito dalla sua stessa stupidità Era andato a disturbare la Talpa proprio nel momento in cui avrebbe potuto generare un erede.

La foto principale evidenzia, l’uso improprio delle rogge da parte delle nutrie durante la stagione estiva.

Qui sotto: una delle più famose talpe “Stella marina”, in trasferta per tournée nella zona anni or sono ( per diritti d’autore, non abbiamo avuto i permessi per la prima di copertina ad inizio articolo, ci scusiamo per l’inconveniente).

La pista seguita da Valter.

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