Aveva smesso.

Aveva smesso di farsi Erminio. Federico, il fratello gemello lo sapeva ma lo teneva sempre d’occhio. Qualche sciocchezza poteva succedere, qualche scelta idiota, quella del tossico generoso con il mondo – mai con le linee – ma assoluto nel suo non vedere la realtà. Dalla quale, ovviamente, fuggiva sempre. Federico lo sapeva e stava sempre al suo fianco.

Quella mattina no. per caso – ma nulla avviene per caso – doveva andare al consorzio. Si raccomandò col fratellino. Preoccupato, comunque partì.

E fu così che Erminio il pasciuto si offrì come Primo Testimone per aver visto il corpo. Fu così che al ritorno da consorzio il suo gemello montò su tutte le furie, ben sapendo della confusione che regnava nella testa di uno pasciuto, non per cibo ma da dosi e dosi di droga che gli avevano fuso il cervello.

Si ricordava di quando, sarebbero dovuti andare alla fiera di Chicago – già, era arrivato fino a là – con il miglior pezzo dell’allevamento e la mattina prima della partenza non trovò più il maiale.

Per duecentomila lire l’aveva venduto a un pusher di Voghera che trafficava con qualsiasi cosa: dai ferri da stiro ai ghiottoni.

Adesso quel deficiente per nascondere una talpa del cavolo si era esposto. Con il suo passato. Una fedina non certo intonsa, anche se la lista dei reati era composta solo da sciocchezze: rapimento di cane, furto di steccato, appropriamento indebito di spesa alimentare, etc. Sciocchezze.

L’ispettore quel pomeriggio si presentò al bar una scopa. Silenzio totale. Ma pensa di emulare chi? Maigret, Ubaldo Lai, o quello siciliano, il piacione? “Montalbano sono! Eh!”. Era pure mancata Nicoletta Orsomando e già questo aveva portato della malinconia, come il profumo del caffè che riempiva la stanza.

Comunque: il tavolo era uno e non c’era posto per nessuno. L’ispettore restò al bancone, da lì, fece delle domande in generale, chiedendo di Giovanni Ferraris.

Tutti restarono impietriti: perchè Giovanni? Cosa aveva da nascondere quell’imbecille? Strutto si rallegrò. per ora nessuna domanda al gemello.

Entrò Angela con le gambe, come sedani, esposte in un paio di leggings fioriti e commentò ad alta voce: “Giovanni? ma scherza Ispettore? Un imbecille a tutto tondo!”.

L’ispettore non rispose e chiese se nel paese ci fosse uno studio dentistico.

La foto è di Puffo. Maiale amatissimo da Federico. Casalingo, Puffo vive con loro in cascina. Qui alla tenera età di 3 anni.

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