Prigionieri spettinati.

Prigionieri spettinati.

Arruffati i pensieri stamattina. In verità da ieri notte e, finalmente, sono anche riuscita a dormire 7 ore. Pìù o meno filate. In quei momenti mi defilo dall’osservare le modalità. Mi pare ovvio ma qualcuno ci rifletterà.

Prigionieri sempre di qualcosa. per esempio l’immagine che ho scelto di quelle tre donne che, permettetemi: il trionfo del plus valore e dell’ineleganza totale. Tre prigioniere di credenze, convinte di non essere ridicole con quei vestiti addosso: portati malissimo.

Ho appena pubblicato un articolo che era lì da mesi. Ci avevo provato settimana scorsa ma ho visto adesso che era ancora lì. Così, in questa domenica arruffata, qualcuno leggerà che sto mangiando un pollo ma era tempo fa.

Prigionieri sempre di qualcosa.

capelli bianchi

Capelli bianchi, per esempio. Quanti si tingono per afferrare qualcosa che hanno capito troppo tardi? Rincorrere una giovinezza ormai passata, che non torna più e non si può riprovare per fare un pò meglio.

Per esempio questa immagine mi ha fatto capire come scattava quelle foto, l’amica di mia madre. Foto che io guardavo a lungo e trovavo magiche. Tutto sospeso. Già come lampadari sul soffitto..questo con un paio di buchi neri..)

soffitto di casa.

Prigionieri dell’illusione. Cosa scrivevo in quella poesia? Adesso vado a cercarla e copio e incollo. Centrifugati dalla speranza? Quel trans che viene in palestra. Mi fa così pena. Potrà essere anche acida, cattiva, feroce ma cosa copre tutto questo? La prigionia nel suo sogno.

Anni fa ero in California, era settembre e la gente non ne voleva sentire più parlare di quel giorno e me lo dissero: ” sai qui preferiamo non parlare più di quel fatto”. Troppo dolore. Adesso, qui da noi, commemorazioni a non finire e, prigionieri di essere per un momento qualcosa: molte persone che ho incontrato erano proprio là l’11 settembre…o avevano l’amico, il vicino di casa, il cugino di 2°grado della sorella del professore della figlia che era là. prigionieri della ricerca di essere qualcosa per un momento. Basta un momento..Dammi solo un minuto.

Prigionieri di come siamo buffi, alla fin fine, di tutto. Oggi una cosa che mi infastidisce sono i cookies. Non come pasticcini – non mi piacciono i cookies americani, per me disgustosi come quasi tutti i loro dolci – ma tutte ste strisce che appaiono di sotto , sopra, a lato quando apri qualcosa e devi rispondere e tu, esasperata, alla fine accetti sempre tutto. Prigionieri dei cookies ricerchiamo diete disintossicati, disperatamente. Ma ormai siamo tossici: senza web non ci si immagina più…almeno questo…prigionieri ma con vie di fuga virtuali.

Eco la poesia, sicuramente già riportata qui sopra. Allora buona domenica. Oggi c’è ancora il sole e la mia amica ha seguito il mio consiglio di non sottoporsi ad incontri sgraditi, solo per educazione. Sono contenta e lei mi ha appena scritto che è entusiasta di essere riuscita a dire no. Sì, sono prigioniera dell’illusione che magari servo a qualcosa.

capelli bianche sfocati

Ecco la poesia del 2005, vivevo sul mare. Era meglio che questa casa di fronte ma il meglio è sempre un pò più in là. Ammorbiditi dalla speranza? Eh, sì: prigionieri dell’ammorbidente.

Vita

Un progetto particolare

quello dell’anima.

Una specie di lavaggio.

Arriva e rimane

la forte spinta

un incomprensibile inizio.

Ognuno

con le sue macchie.

Il programma è pre-impostato.    

Finiamo dietro l’oblò.

Gli occhi sbarrati

iniziano i primi giri.

Arriva la centrifuga.

Avrò fatto quello che dovevo?

Avrò sbagliato qualcosa?

Avrò agito bene?

Si spira.

Stirati dalla vita.

Inamidati dall’ignoranza. Ammorbiditi dalla speranza

Una risposta a "Prigionieri spettinati."

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