Poi penserò alle altre cose.

Poi penserò alle altre cose.

Così era seduta al computer, con una vestaglia scozzese.

Così avrebbe pensato – poi –

alle altre cose.

Le cose.

Un infinito contenuto in 4 lettere insieme.

Infiniti mondi nell’infinito

ordinatamente accostati

composti dall’Insiemistica

visione anche lei

della semplicità intorno.

Così semplice

da essere – veramente –

cosa assai complicata.

Mi chiedo

cosa – cosa – cosa – cosa

siano questi pensieri.

frutto o cosa avvenuta

nelle poche ore in cui non sono cosa

e dormo.

Ogni tanto passo nell’altro infinito

realtà di sabbie e colori di sole.

Ecco lì non si parla

come fossimo telepatici.

Si sa dove si deve andare.

La prima volta no.

Non saltai di là.

Ebbi paura.

Adesso vedo che ci sono – cose –

delle cose da fare.

Non ho ancora capito.

Ho capito un cosa:

la comprensione

arriverà proseguendo.

L’immagine: un quadretto di spazi – tecnica mista – cm 50×50 – 2021 –

opera che compone una serie che ho chiamato:

” serie di spazi trovati e ricercati”.

una cosa aggiunta.

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