Broccoli, broccolino, tutti sullo schermo.

Broccoli, Broccolino, tutti sullo schermo.

Questa mattina piove. Stanotte ho tossito con dei vuoti rimbombanti come una voragine della metro in costruzione qui a Milano, dopo il passaggio della talpa. Domani andrò dal dottore. Venerdì 29 ho fatto la 3°dose, mi fa ancora un pò male il deltoide sinistro ma sta migliorando. Sabato una certa stanchezza mi ha avvolto ma non sono ancora morta, sto scrivendo e sto meglio.

Magari, come qualcuno mi ha detto, ormai sono senza speranza, è probabile che mi abiano inserito un microchip. Il controllo. Immagino che palle controllare tutti e tutto e specialmente una come me! “La conversazione”: sublime film di Coppola , del 1974 con Gene Hackman. Lo consiglio vivamente.

E questa mattina leggo un articolo (promozionale!!) del New Yorker che si spertica di elogi per Stanley Tucci con un intervista impostata per la nuova biografia che ha scritto (ho appena comprato quella di Kant e quella di Leibniz, mio favorito, non so se comprerò mai quella di Mr.Tucci ma: mai dire mai. Ci sono anche i libri di cucina della Parodi e le pozioni della remota Wanna Marchi, come esiste la demenza precoce).

Ho tradotto ( con Google+revisione, ovviamente) e direi che questi attori che parlano di cucina a me hanno rotto le scatole. Troppi e saccenti (la saccenza modesta, quella insopportabile, quella con la cortesia finta, impastata addosso male, perchè di solito, chi fa così non ce la fa a celare bene, snobbish all’inverosimile, un bleah globale).

Non uno senza la mamma, la nonna, la zia, la vicina, il prozio con la trattoria lungo il fiume tutti grandi e saggi cuochi dalla vita semplice e tutti costellati, come alberi di natale, di aneddoti favolosi. Che palle. Da loro hanno imparato tutto e si esibiscono per noi, per vomitarci addosso il loro ego smisurato.

Per Natale: ma quante trasmissioni con attori e fornelli ci dovremo subire? Ma quante ricette del parente cuoco avranno il coraggio di propinarci? Me ne starò con i miei thriller su qualche canale di film, come faccio sempre.

Ma leggo il New Yorker. Ahimè. Sicura che non mi propinino l’attore esperto. Invece no! Il promo/articolo lo racconta anche come esperto dell’Italia “vera” ( e magari da giovane si vergognava pure delle sue origini..), che conosce bene, come la pasta alla bolognese (famosa a Broccolino, inesistente da noi).

Forse sono arrabbiata perchè non ammetto cafonate da parte del New Yorker.

Dice alla fine: amo la pasta. quale? – gli viene chiesto – ma non so alla marinara o alla bolognese.

Riporto il finale:

Let’s move on to something more delicious. If you could eat only one food or one meal for the rest of your life, what would it be?

It would be, probably, pasta in some form. It would have to be.

I feel like you have to be more specific. Pasta is such a broad category. I don’t know if that’s an acceptable answer.

You mean a shape of pasta?

It’s sort of like answering, “Salad.” How do we define salad?

Well, I was trying to give myself a little leeway. I don’t know—pasta marinara. I could say Bolognese, but, I don’t know, meat every day, it’s too much.”

TRADUZIONE: Passiamo a qualcosa di più delizioso. Se potessi mangiare un solo cibo o un pasto per il resto della tua vita, quale sarebbe? Sarebbe, probabilmente, pasta in qualche forma. Dovrebbe essere.

Sento che devi essere più specifico. La pasta è una categoria così ampia. Non so se è una risposta accettabile.

Intendi un formato di pasta? È un po’ come rispondere “Insalata”. Come si definisce l’insalata?

Beh, stavo cercando di concedermi un po’ di margine di manovra. Non lo so, pasta alla marinara. Potrei dire bolognese, ma, non so, carne tutti i giorni, è troppa.

Okkei, okkei, ha avuto anche un cancro alla gola e ha perso il gusto e l’ha ritrovato ma dice che il gusto è forse la cosa meno importante della tavola e del cibo.. doveva sputare la bistecca alla fiorentina perchè non poteva ingoiarla ( ma ricominciare con delle pappette no?) Non ho voglia di inserire tutto l’articolo ma qui sotto inserisco come trovarlo.

https://www.newyorker.com/culture/the-new-yorker-interview/stanley-tucci-is-savoring-it-all

E comunque l’autrice è:

 

Ma la vita è così e ciascuno ha la sua.

Oggi si vede che avevo voglia di dire la mia e rompere e scatole. Alla fine: ma chissenefrega anche di questo e di quel che dice. E l’autrice fa il suo lavoro e le domande che gli ha posto non erano male, a parer mio, molto meglio delle riposte. Poveretto. Speriamo faccia un buon film. Quello con Colin Firth mi è piaciuto. Entrambi molto bravi. Eviti solo di mettere il naso tra i fornelli e almeno decida che formato di pasta preferisce. Rigatoni?

6 risposte a "Broccoli, broccolino, tutti sullo schermo."

    1. auacollage ha detto:

      Broccolino lo intendevo come Brooklin.😂😂😂, si fantasiosi assolutamente. pasta alla marinara? pasta alla bolognese? i loro pastoni con mille salse e carne trita e pesce e pezzetti e l’immancabile guarnizione di Ketchup!🤣🤣

      Piace a 1 persona

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