Un corso utile? 7°e ultima puntata.

Sveglia alle 6.00. Ultima seduta e colazione alle 8.00.

Tutti parlavano, energia a mille circolava senza sosta. I manager erano indaffarati a far zittire tutti mentre entravano in sala di meditazione.

Ultimo discorso: avete capito, adesso sapete. Continuate a lavorare, non mollate e proseguite. Chi sta per il pranzo? Si alzarono le mani: quasi tutti. Erano una cinquantina di persone, forse qualche donna in più.

I maschi, giravano allupati. Un tipo si sedette vicino a lei e iniziò, come la roveredana, a tempestarla di domande. No non aveva un fidanzato, no non abitava a Roma, no, non era vegetariana e sì qualche volta fumava.

E riuscì a troncarlo dicendo che era di destra e adorava i gatti.

Ecco almeno se ne va. E se ne andò. Arrivò un altro e lei si alzò.

“Ma basta, ma che è stà cosa? Un incontro per single? “pensò infastidita e poi erano tutti brutti. In effetti avevano tutti un’aria un po’ sfigata.

Ma questi si sottopongono a stò tormento benefico solo per cercare una donna, questa immagine la fece un po’ inorridire.

Forse questi corsi/ritiri sono proprio l’ultima spiaggia.

Il corso era terminato.

Chi si poteva fermare ad aiutare? Lei doveva dare un passaggio a tre ragazze alla stazione e partirono subito.

Scesero alla macchina. Pensava : ” Ma che storia era stata meditare tutti i giorni? “.Di tutti quelli che avevano partecipato a corsi su corsi, ritiri su ritiri, nessuno le aveva detto che proseguiva a casa.

Nessuno ci riusciva.

Però tornavano a fare ritiri e gruppi che si trovavano, sì qualcuno, ma in altre città.

Bagagli nel baule e si sentì l’aria squarciata da un urlo: “Ma che cazzo! Ma cosa fai? Ma ti sei rincoglionito? Ma che cazzo hai imparato qui? Ma non vedi dove vai? Ma impara a guidare pirla!”.

Uscendo dal parcheggio, delimitato dal nastro rosso e bianco, un poveretto aveva ingranato la retromarcia e urtò la macchina dietro.

Così scoppiò la bomba di rabbia, trattenuta tutti quei giorni.

La vita normale con i suoi problemi aveva ripreso il suo spazio in un nano secondo.

“Quello l’avevo visto anche prima. Manco fino al casello sarebbe durato” le disse una passeggera. “Vedrai, saliranno anche a te rabbia, nervosismo, irritazione”.

 “Bella roba”. Ingranò la marcia e, con molta attenzione a quello che stava intorno, fece un lungo respiro e partì verso la stazione.

Aveva imparato un metodo ma in quanto a illuminazione, no, in galleria accese i fari.