Il fabbro e l’uomo dei topi 2°

Quando Pino se ne andò, ci mancava poco che camminasse all’indietro per dimostrare rispetto, il fabbro, rosso di rabbia, emise un fischio lungo e altri suoni più brevi e acuti.

Un tramestio incomprensibile dai 4 angoli del capannone.

Due topi arrivarono di corsa davanti a lui.  Aveva la faccia ingrugnita, a braccia conserte, appoggiato ad una parete, tamburellava con il piede.

“Cosa Vi avevo detto? Cosa Vi avevo detto?!!! Quando arriva qualcuno di nuovo e vi avevo avvisato, scomparite! Meno male che era di fuori! Avremmo perso una cliente! Ve ne rendete conto?! Che non si ripeta mai più e la prossima volta i capo fila sarete voi due! Marsch, sparite!”.

Dai 4 ziggurat erano sbucati, da tutti i buchi possibili, centinaia di topi di varie dimensioni e sulla porta di queste Topolinie surreali, erano in piedi i due più grossi. Probabilmente i capi branco.

Saranno stati circa 400 o 500. Impressionante.

Tutti immobili ad ascoltare, molti in piedi con le zampette appoggiate al petto, in attesa, come delle mini-nutrie.

I due topi, mogi mogi, tornarono al loro edificio. Quelli più grandi li spinsero dentro e tutti si ritirarono.

Come poteva essere? Questo era il grande segreto del benessere di Giovanni che viveva in una mega villa, si permetteva delle vacanze nei migliori alberghi e, se ne valeva la pena, anche qualche accompagnatrice con i fiocchi.

Qualcuno sussurrava che avesse anche una casa sulla Costa azzurra, in Francia!

In officina era sempre trasandato. Fuori: un damerino.

Ormai erano anni che aveva trasferito l’officina in quei due capannoni. Aveva troppa roba e aveva bisogno di spazio.

Quando si sistemò, dopo un po’ di tempo, era il secondo inverno che passava lì, vide che un paio di colonie di topi vivevano tranquille tra le lamiere agli angoli.

Erano messi proprio bene, andavano e venivano ma erano sempre di più e sempre più grossi.

Non sarebbe mai riuscito a scacciarli. Amava gli animali. Perché non conviverci?

Sapeva dell’intelligenza dei topi così pensò di addomesticarli, anziché combatterli.

Studiò la cosa e comprese che era sufficiente addestrarne quattro o cinque e poi avrebbero imparato tra di loro, i topi erano molto più intelligenti di quello che gli umani conoscevano riguardo la loro struttura sociale, le loro abitudini e la comunicazione.

Cominciò e grazie ai tutorial, alla costanza unita alla pazienza, in un anno istruì alla perfezione, ai suoi comandi, con fischi e toni diversi di voce, 4 topi e questi istruirono i loro simili, sapendo che lì, c’era quello che dava loro del cibo.

Poi iniziò con i percorsi e le radio frequenze.

Aveva un piccolo esercito a disposizione e aveva concepito un piano diabolico per vivere bene, ben coperto, facendo solo quello che voleva fare.